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Meditazione Biblica Mensile. Luglio 2010

Luglio

 
Genesi 9,8-17: La pazienza tesa di Dio
Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: “Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra”. Dio disse: “Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra. Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne. L’arco sarà sulle nubi, e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra”. Disse Dio a Noè: “Questo è il segno dell’alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra”. (Genesi 9,8-17)

Dio annuncia una buona notizia a Noè: non ci sarà più nessun diluvio, la vita sulla terra non sarà più annientata. Egli s’impegna per una «alleanza eterna tra Dio e tutti gli esseri viventi». Qui l’alleanza non è un accordo tra partner, ma la decisione unilaterale di Dio. L’orizzonte ultimo della vita sulla terra non è un cataclisma, ma la promessa di Dio.

Dal racconto biblico, la grande catastrofe è dietro di noi, essa è ciò di cui gli esseri viventi sono stati salvati. Ai nostri giorni, certuni s’inquietano che una catastrofe dalle dimensioni globali sia davanti a noi. Un disastro ecologico o una guerra incontrollata potrebbero far scattare la fine del mondo.

Il diluvio non è alle nostre spalle in un senso storico. Il racconto del diluvio non parla di un evento isolato del passato, ma delle paure umane di sempre. Sin dalla notte dei tempi, racconti di diluvio d’acqua o fuoco mettono in scena la possibile fine della vita sulla terra.

Il racconto biblico afferma che Dio, che ha creato il mondo, non lo lascia sprofondare, ma lo salvaguarda. Il mondo nel quale viviamo è già sempre salvato dal disastro. E anche salvato dalla violenza. Il diluvio fa scomparire coloro che, per la loro «grande malvagità» (Genesi 6,5), rendevano la vita invivibile. Un nuovo inizio è possibile.

La bella promessa di Dio che «non ci saranno più le acque per il diluvio per distruggere» ha un rovescio. Poiché con essa, Dio si è interdetto le soluzioni radicali. Non laverà più la terra con le grandi acque per sbarazzarsi delle violenze e dei cattivi. Ormai, «egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni» (Matteo 5,45). Dio lascerebbe forse libero corso ai cattivi? In ogni caso, egli ha deciso di sopportarli con longanimità.

L’arcobaleno, il segno dell’alleanza, è simbolo della sua pazienza. Dicendo «il mio arco», Dio si presenta come combattente. Nel mondo della Bibbia, l’immagine di un Dio che esce a combattere per strappare i più deboli dalle mani dei loro oppressori non è inusuale. Ma qui, Dio «pone il suo arco sulle nubi», depone la sua arma. Dio rinuncerebbe forse a battersi, si rassegnerebbe al male non sradicabile degli umani?

L’arco di Dio sulle nubi è arrotondato, è un arco teso. Dio è paziente, sì, ma la sua pazienza è tutta tesa, piena di un’energia contenuta. La profusione di colori dell’arco potrebbe significare le infinite risorse dell’amore di Dio. Egli saprà come vincere il male senza fare la guerra.

- Di che cosa è simbolo per me l’arcobaleno?

- Questo passo della Bibbia, a quale sguardo sul nostro tempo e sul nostro futuro ci invita?

- A quali atteggiamenti e comportamenti ci impegna la pazienza tesa di Dio?

 

Notizie flash

La prossima preghiera si terrà il 8 maggio 2010, alle ore 21.00 presso la chiesa di San Francesco a Treviso.