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Home Notizie da Taizé Meditazione Biblica Mensile. Giugno 2010

Meditazione Biblica Mensile. Giugno 2010

Giugno

 
Salmo 42: Sete di Dio
Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Le lacrime sono mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: “Dov’è il tuo Dio? ”.
Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
avanzavo tra la folla,
la precedevo fino alla casa di Dio,
fra i canti di gioia e di lode
di una moltitudine in festa.
Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
In me si rattrista l’anima mia;
perciò di te mi ricordo
dal paese del Giordano e dell’Ermon, dal monte Misar.
Un abisso chiama l’abisso al fragore delle tue cascate;
tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.
Di giorno il Signore mi dona il suo amore
e di notte il suo canto è con me,
preghiera al Dio della mia vita.
Dirò a Dio: «Mia roccia!
Perché mi hai dimenticato?
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».
Mi insultano i miei avversari
quando rompono le mie ossa,
mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?».
Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

Quando il salmista dice che la sua «anima» ha sete di Dio, non immagina una sete puramente spirituale o intellettuale. La parola «anima» suggerisce piuttosto che la sete proviene dal fondo del suo essere e s’impossessa di tutto ciò che c’è di più vitale in lui. Per chi prova questa sete, vivere senza Dio non è vivere, poiché su questa terra la vita è piena solo in una lode di Dio.

In questo salmo si esprime un esiliato che si trova lontano dal luogo in cui si riunisce il popolo di Dio, lontano dal Tempio dove i fedeli incontrano il Signore e vedono il suo volto. È il ricordo delle celebrazioni comuni che alimenta la sua sete (v. 5). Questa è dunque intimamente legata all’esperienza di tutti quelli che hanno cercato Dio e l’hanno cantato.

Il linguaggio di questo salmo può diventare anche il mio? Oppure è troppo forte per me che conosco così poco Dio? Perché, realmente, di che cosa ho sete su questa terra? Anche se ho conosciuto non poche prove, faccio fatica a credere che quaggiù sono in esilio.

Tuttavia, non posso negare che in ciascuna delle realtà di cui posso avere sete (un grande amore, un ordine sociale più giusto, ecc.), sono inevitabilmente rinviato a una realtà che è ancora altro, più duratura. Poiché tutto ciò che posso ardentemente desiderare non potrà mai soddisfare la mia sete. Il fondo del mio essere in fin dei conti chiama sempre una comunione che non possa più venire meno, una comunione completamente indefettibile, una gioia che sia al di là di ogni gioia (Salmo 43,4).

Questo salmo può così orientare la mia preghiera. Ma esso che cosa raccomanda per il tempo presente dove tutto sembra arido?

Il salmista esorta se stesso: «Spera in Dio» (v. 6.12). Si può tradurre così: «Attendi Dio». Accetta che la tua vera sete resti aperta. Non colmarla rispondendo a desideri che sono a portata di mano. Come dice Geremia, non sostituire la sorgente d’acqua viva con «cisterne screpolate che non tengono acqua» (2,13). Una vita umana è bella quando rimane fino alla fine un’attesa aperta che Dio solo può colmare.

«Attendi Dio, anima mia. Ancora potrò lodarlo» (v. 6). Ecco l’orientamento. Viene il giorno in cui potrò cantarlo di nuovo. È dunque verso la lode che continuo a dirigere la mia vita. E attendendo, ho fiducia: Dio non mancherà di ordinare alla sua grazia di starmi vicina per la durata del giorno, mentre nella notte un canto che viene da lui mi porterà come una preghiera (v.9).

- Di che cosa ho sete (per la mia vita personale, per il mondo, per la Chiesa)? Certi desideri sono più importanti di altri? Quali?

- Che significa per me l’espressione «sete di Dio»? Come possiamo desiderare una realtà invisibile intangibile?

 

Notizie flash

La prossima preghiera si terrà il 8 maggio 2010, alle ore 21.00 presso la chiesa di San Francesco a Treviso.